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paese4IL TERRITORIO FLORA E FAUNA.
La Valsassina è divisa in due bacini dallo sperone di Baiedo; quello di Pasturo - Barzio, il più largo, e quello di Introbio - Taceno, allungato per una decina di chilometri. E' in questo bacino che si trova il paese di Primaluna, peraltro piuttosto esteso, ricoprendo esso un territorio di kmq. 22,82. A sud è delimitato dalle Grigne, a nord dal Monte Olino e Monte Agrella, a est dal orrente Troggia che lo divide da INtrobio e ad ovest dalla frazione di Cortenova, Prato San Pietro. A metà circa del suo territorio, vi è una zona molto estesa di fertili prati, attraversati dal torrente Pioverna. Salendo verso le pendici della Grigna si incontrano fitti boschi di castagni, faggi ed una salubre pineta. Il sottobosco è ricco della classica flora, ciclamini, campanule, rododendri, genzianelle ed il piuttosto raro giglio martagone. Per vedere le stelle alpine bisogna invece spingersi sopra i nevai. La fauna è invece piuttosto ristretta, raro infatti vedere volpi e caprioli, rarissime volte i falchi che hanno nidificato sopra Primaluna, ormai impossibile avvistare l'aquila.

chiesa PrimalunaARTE E COLORE.
A parte alcuni portali antichi con scolpito lo stemma della famiglia Torriani e la vetusta torre che domina il paese, la parte più importante ed esplicita dell'arte in Primaluna viene a trovarsi nelle varie chiese del territorio. Nella prepositurale di San Pietro e Paolo si possono infatti ammirare tre quadri della scuola del Tiziano, acquistati in Venezia nel 1607. Una grande pala rappresenta il martirio di San Pietro, le altre due tele minori raffigurano San Giovanni Battista e San Girolamo. Altro quadro importante è la pala dell'Assunta, che fu fatto dipingere da Tommaso Cattaneo Torriani nel 1646. Nel santuario di Barcone vi sono poi quattro grandi quadri, recentemente restaurati, di Aloysius Realis Florentius, che visse intorno al 1600 e che disseminò la valle di pregevoli opere. Anche la Chiesa di San Lorenzo in Cortabbio è dotata di una magnifica pala d'altare raffigurante il Santo sulla graticola. Il Santuario di Maria Bambina ospita invece una tavola attribuita allo stile del Borgognone. Un discorso a sè stante merita il pezzo unico di importanza primaria nella storia degli organi presenti nella valle, il nostro SERASSI, orgoglio del paese, che ogni anno richiama numerosi estimatori per gli apprezzatissimi concerti che si tengono nel mese di agosto e a fine anno. Esso fu costruito el 1858 dai fratelli Serassi di Bergamo ed oggi è monumento nazionale protetto dalle Belle Arti.
Alcuni anni fa venne istituito a Primaluna un Museo Etnografico per raccogliere testimonianze della vitaquotidiana dei nostri avi. Vi è inoltre testimoniato il cammino di industrializzazione dei diversi tipi di artigianato, specialmente nella lavorazione del ferro. Attualmente si sta aspettando di poter avere una sede più consona alle esigenze di questa pregevole iniziativa, nella casa Zanaboni, in fase di restauro. Per rallegrare l'estate vi sono le varie feste patronali, il 29 giugno San Pietro e Paolo a Primaluna, il 26 luglio Sant'Anna a Vimogno con tanto di fiera e l'8 settembre Natività di Maria Vergine a Cortabbio. Vi sono poi le feste degli Alpini di Primaluna e Cortabbio nel mese di luglio e varie Messe commemorative in luoghi predisposti ad ospitare, finita la parte religiosa, allegre scampagnate con polenta taragna e salsicce. Ultimamente il chiesa Vimognofolklore del paese si è arricchito di un gruppo di giovani "Sbandieratori e Tamburini della Torre di Primaluna" che si sta facendo onore, con impegno e passione, non solo nelle varie manifestazioni del paese, ma anche in trasferta.

STORIA.
Le origini di Primaluna risalgono alla notte dei tempi, quando ritirandosi le acque che occupavano la valle, un popolo chiamato Orobii, occupò questo territorio. Più tardi si insediarono anche i Galli che formarono con i primi abitanti un unico popolo, gli Insubri. Ad essi succedettero prima gli Etruschi e poi i Romani. Risale a questi periodo la prima testimonianza del cristianesimo in valle, grazie al ritrovamento, nell'oratorio di San Lorenzo in Cortabbio, di una lapide funeraria che nomina una certa Flora morta il 25 aprile del 495. Deriva da ciò una delle possibili interpretazioni del nome del paese e cioè "Primum Lumen" ossia "Prima Luce" del cristianesimo che si contrappone ad altre due possibili interpretazioni etimologiche. Infatti si potrebbe pensare che il nome derivi dal fatto che il paese è la prima terra posta di fronte all'arco di luna formato dalle Grigne, oppure, interpretazione storica, il nome è stato dato in onore a Martino Della Torre, il quale strappò la prima bandiera ai nemici musulmani durante l'assedio di Damasco. Dopo la dominazione romana, fu la volta dei Barbari che fondarono il feudalismo, forma di governo consolidata dai Longobardi. Risalgono a questo periodo le prime notizie inerenti alla famiglia Della Torre. Siamo nel 1147 e capostipite della famiglia è il Conte Tazio Della Torre il quale sposa le due figlie e discendenti dei re di Francia. Si va avanti con il già citato Martino Della Torre, eroico protagonista delle crociate contro i musulmani. A quel tempo Primaluna è un grosso borgo protetto da ben sette porte e tre torri fortificate. La storia continua con Pagano Della Torre che, per aver ospitato i Milanesi fuggiti all'arrivo di Federico II, venne eletto Podestà di Milano.chiesa Barcone Ma la loro signoria sulla Valsassina sta per cedere sotto i colpi dei Visconti che si rivelarono però dominatori molto crudeli, con assassini e guerre fratricide, contrapponendosi le fazioni di guelfi e ghibellini. Estinguendosi la linea maschile, i Visconti lasciarono il governo al condottiero Francesco Sforza, il quale dovette affrontare le incursioni dei Veneziani. La pace conclusa tra le due potenze portò alla valle un fiorire del commercio e dell'agricoltura. Ma dal 1449 la valle fu ancora teatro di scorrerie da parte di rancesi, Grigioni e Spagnoli, portando la popolazione alla fame e alla disperazione. In questo periodo visitò la valle il carismatico San Carlo Borromeo, soggiornando a Primaluna, nell'antica casa Torriani, il 27 ottobre 1566. Nel 1629 il popolo fu CORTABBIOduramente provato dal passaggio dei Lanzichenecchi che, oltre alla loro crudeltà, portarono anche la peste, seminando morte ed orrore. Fu poi la volta del domino Spagnolo fino al 1700 quando subentrarono gli Austriaci con l'imperatrice Maria Teresa d'Austria. Dell'anno 1762 bisogna ricordare la disastrosa frana del Monte Acrella che il 15 novembre distrusse Gero e parte di Barcone, causando la morte di 119 persone 400 capi di bestiame. Ma la rivoluzione francese era alle porte e la valle tornò sudditi dei Francesi. Questa continua successione di domini impoverì la valle e nel 1817 vi fu una grande carestia che decimò di nuovo la popolazione. Ed anche le successive guerre vollero il loro tributo di sangue dalla Valsassina, nome di una valle che un tempo era disseminata solo da sassi e massi erratici, ma punto strategico talmente ambito da aver attirato l'attenzione di tutti i popoli che si sono avvicendati nei nostri 2000 anni di storia.

Gina Baruffaldi - Notizie storiche tratte da "Notizie Storiche della Valsassina e delle terre limitrofe" dell'Ing. Giuseppe Arrigoni