Descrizione
4 Novembre 2026
Questa mattina abbiamo onorato i nostri caduti nei due conflitti mondiali in occasione della Festa delle Forze Armate e dell’Unità Nazionale.
Numerose le persone presenti al Monumento ai Caduti ma la presenza più importante è stata, senza alcun dubbio, quella dei ragazzi della nostra scuola primaria.
Tutti insieme hanno cantato l’inno nazionale, due di loro hanno letto i nomi dei caduti mentre le rappresentanze degli alpini dei gruppi di Cortabbio e Primaluna hanno alzato sui rispettivi pennoni la bandiera nazionale e quella europea accompagnati dall’inno nazionale e da quello europeo.
Da oggi infatti presso il nostro monumento, accanto al tricolore vediamo sventolare anche la bandiera dell’Unione Europea.
Un piccolo segno, come è stato ricordato ai nostri ragazzi, del fatto che l’Unione Europea è nata proprio come risposta ai devastanti conflitti che avevano insanguinato il continente europeo durante le due guerre mondiali. Un progetto quello europeo che richiama valori come la pace, la libertà, la democrazia e la coesione tra i popoli. Valori di cui le nostre forze armate oggi sono garanti in un quadro europeo ed internazionale, partecipando a missioni di pace e di sicurezza sotto l’egida dell’Unione Europea o della Nato.
Una occasione quella del 4 novembre per far comprendere ai nostri ragazzi, che saranno i principali attori del nostro prossimo futuro, quanto sia importante sentirsi oltre che cittadini italiani anche cittadini europei.
Un progetto quello europeo che indubbiamente manifesta delle criticità che vanno attenzionate e superate ma che rappresenta la sola strada percorribile per mantenere e garantire anche ai nostri figli un futuro di pace, democrazia e benessere. Le crisi internazionali di questi ultimi anni hanno evidenziato come questi valori possano essere seriamente minacciati. Solo pochi anni fa nessuno di noi avrebbe mai immaginato di avere una nuova guerra in Europa. Eppure sono quasi 5 anni che si protrae il conflitto tra Russia e Ucraina.
Accanto a minacce armate viviamo però sempre più forti minacce economiche, tecnologiche ed energetiche. Minacce che non possiamo pensare di vincere da soli. Dobbiamo quindi fare nostre le riflessioni di Mario Draghi pronunciate quest’anno ad Aquisgrana nel ricevere il Premio Internazionale Carlo Magno e che invito tutti a leggere. In estrema sintesi Draghi sottolinea come si debba prendere atto che l’Europa non può costruire la propria sicurezza, la propria politica industriale e la propria autonomia tecnologica sulla permanenza dell’ordine internazionale del secondo dopoguerra. Perché l’Unione Europea e quindi gli Stati che ne fanno parte possano difendere i propri interessi, i propri valori e il proprio modello sociale è richiesta una Europa forte e coesa, capace di assumere decisioni che non siano sempre il frutto di compromessi tra gli interessi particolari dei singoli stati.
Facciamo in modo che tutti noi, ma soprattutto i nostri figli crescano orgogliosi di essere europei e con questo spirito crescano in una Europa forte e paladina di quei valori per i quali molte persone hanno dato la loro vita e che oggi abbiamo tutti insieme ricordato.
Mauro Artusi
Sindaco di Primaluna
Consigliere Locale dell’Unione Europea